Diagnostica dell’inquinamento luminoso, Isère, Francia

Il termine inquinamento luminoso indica lo schiarimento del cielo notturno dovuto a fonti di luce artificiali la cui luce viene diffusa nell’atmosfera. Questo fenomeno può produrre vari effetti: l’ambiente schiarito artificialmente influisce ad esempio sul ciclo vegetativo delle piante; le diffuse fonti luminose bianche con un’alta percentuale di azzurro nello spettro possono rivelarsi un notevole problema per la navigazione e l’orientamento di insetti attivi di notte e anche per gli uccelli migratori.
© Helmut J. Salzer / pixelio.de
© Helmut J. Salzer / pixelio.de

Negli animali notturni gli organi sensoriali sono specificatamente adattati alle condizioni notturne e quindi molto sensibili nei confronti della luce artificiale. Questo spiega l’alta frequenza di incidenti notturni con il coinvolgimento della fauna selvatica. Per questa ragione gli animali tentano di evitare le fonti luminose; una strada illuminata può pertanto rappresentare un’importante barriera e contribuire alla frammentazione dell’habitat.

Come risulta da alcune cifre, negli ultimi anni le fonti luminose artificiali sono sensibilmente aumentate. Nelle Alpi svizzere la superficie illuminata è raddoppiata nel periodo 1992 – 2000 e parallelamente a ciò è aumentata anche l’intensità dell’illuminazione. Negli ultimi 10 anni, in Francia il numero di fonti luminose è cresciuta del 30% e – nei Comuni con meno di 5000 abitanti - la durata dell’illuminazione è raddoppiata.

Esempio del Dipartimento dell’Isère, Francia

Gran parte dell’inquinamento luminoso deriva semplicemente da fonti luminose mal costruite o installate in maniera non efficace ed è evitabile – p. es. in relazione alla sicurezza stradale - senza conseguenze negative.

L’amministrazione del Dipartimento Isère sostiene i Comuni che effettuano una diagnosi della loro illuminazione pubblica. A questo scopo viene messo a disposizione un capitolato ai fini di garantire la qualità dell’analisi. Dal 2004 sono state effettuate circa 12 diagnosi del genere. I costi di queste misure ammontano a 2.000 – 10.000€, a seconda delle dimensioni del Comune, del numero di fonti luminose e della disponibilità di dati. Sono previsti contributi pubblici che possono coprire fino all’80% della somma. Secondo alcune stime, tramite investimenti mirati, i Comuni possono ridurre del 20 – 40% i loro costi energetici.

Nel corso di uno studio del genere viene fra l’altro analizzato il numero e il tipo di illuminazione pubblica, i punti luce più grandi vengono cartografati e vengono individuate soluzioni per i punti problematici (p. es. illuminazione di monumenti, piste da sci, discoteche, patrimonio architettonico).

Bilancio

Accanto agli effetti positivi per la fauna notturna, risultano anche effetti positivi per la salute umana e una riduzione dei costi grazie ad un’illuminazione ottimizzata e l’eliminazione delle fonti luminose inutili.

Contatti e ulteriori informazioni

  • Referente: ADEME (Ufficio dell’ambiente e della gestione dell’energia)
    http://www2.ademe.fr (fr, en)
  • L’organizzazione Dark Sky fornisce informazioni dettagliate sul tema dell’inquinamento luminoso.
    http://www.darksky.org (en)

Massnahme/ Measure

Diagnose zur Lichtverschmutzung/Lichtsmog
Determination of light pollution

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